Penso spesso. Penso cosi tanto, che certe volte mi estraneo dalla persona che mi circondano. A volte ho la sensazione di uscire dal mio corpo, di guardare in un altro modo quell’istante, di abbandonare quella vita. Amo pensare sotto la doccia. Amo sentire il calore dell’acqua sulla mia pelle, amo l’abbraccio del vapore caldo, amo pensare che l’acqua calda, porti via i pensieri negativi, la mia pesantezza d’animo, amo pensare che quelle gocce siano le sue dita, mentre mi accarezzano dolcemente. Per questo mi appoggio al muro, e mi lascio cullare dall’acqua immaginando, quello che non c’è….
Ed ora, è giunto il momento di scrivere i miei pensieri con “un post a post di tutto”.

Un giorno di vendemmia l’ho incontrata. Lei, che di vendemmiare non ne voleva sapere, ma una cosa le piaceva di quelle giornate, il silenzio del vigneto ed il profumo della colazione alle vecchie maniere. Si, perché era una gioia vederla mangiare, vicino al camino, quella merenda con pane, pomodorini, mortadella e sorriso. Si, perché lei condisce tutto con un sorriso, quel sorriso, che troppo spesso è offuscato da problemi lavorativi. E da quel giorno, passato tra scherzi, risa, sorrisi, iniziammo a scriverci delle lettere impregnate di mosto selvatico. Nella guerra quotidiana, era l‘unico modo per rimanere in contatto, distanti e consapevoli di viaggiare su due binari paralleli. Nessuno di noi due, immaginava che quelle missive diventassero qualcosa di essenziale e di quotidiano; Quel profumo intenso che usciva dall’inchiostro inebriava la mia mente, e mi faceva volare alto.
Giorno dopo giorno, ci scambiavamo le gioie, i dolori, le paure, le apprensioni dei giorni, e piano piano, senza renderci conto ci stavamo completando, offrivamo parte di noi. Cosi un giorno decidemmo di ri-incontrarci per caso, senza un motivo preciso, spinti dalla voglia di ri-vederci. Avevamo atteso tanto quel momento, dove l’imprevisto era sempre in agguato, per attentare alla nostra felicità, ma quella sera dopo averla cercata tra la folla..la trovai. Eccola li, brillava più di tutte.
Ci avvicinammo, ma le parole erano superflue, sapevamo tutto, semplici formalità per rompere la timidezza e ghiaccio nel rivederci dopo tanto tempo. Insieme passammo una serata stupenda, rilassati al massimo ma non soli, perché ognuno di noi alle proprie spalle aveva una strada. Ma quella sera non ci importava, eravamo noi. Alla fine della serata, nel salutarci ci sfiorammo per un bacio, che rimase impresso nella mia mente perché sapeva di addio, sapeva di tante cose non vissute, sapeva di mosto selvatico. Le girai le spalle e cominciai a camminare con la consapevolezza che Lei era diventata Mia., con quelle lettere era: il mio buongiorno, parte del mio sorriso, della mia vita.

Ora però, è tempo di uscire dalla doccia, questo è il suo effetto sulla mia mente.






