Alcune di queste parole sono stantie. Hanno l’odore dei libri invecchiati ingialliti dal tempo, ma ancora ben leggibili. Ti aiutano a ricordare. Ma con Lei non c’è bisogno di ricordare è tutto fisso in una parte della mia mente. Il suo sorriso..
Ho riaperto questo racconto dopo tanto tempo, avevo paura a pubblicarlo. L’avevo denominato resoconto, ma è un termine che mi incute timore perché è sinonimo di conclusione e con Lei non è terminato nulla.
Segmenti di vita uniti da un’alchimia. La potrei definire cosi la nostra relazione, intesa come scambio reciproco di emozioni, dubbi, e frammenti di eventi quotidiani. Non ci diciamo tutto perché non è necessario; Ci piace immaginarlo.
Ci sono persone che dimentichi la mattina successiva dopo una serata in loro compagnia ed altre che non senti da mesi, ma basta un messaggio o un’e-mail per averle vicine.
Strana sensazione.
Un sabato mattina ho deciso di spogliarmi degli impegni quotidiani e di fare una passeggiata in mezzo al bosco. Dopo aver camminato per una ventina di muniti dove sentivo solo miei passi e il mio respiro che si faceva sempre piu’ pesante sono arrivato alla mia meta. Vista panoramica nel punto piu’ alto del monte, dove potevo dominare la scena con la mia macchinetta fotografica. Attendevo il riposo del sole per imprigionarlo nella mia reflex ma improvvisamente da un sentiero alle mie spalle uscì Lei. Appena i nostri sguardi si incontrarono mi regalo un sorriso, dolce, imbarazzato, felice. Si sedette al mio fianco e dopo un “ciao”, ci fu silenzio. Non c’erano bisogno di parole. Ci bastava stare li insieme, seduti sopra il mondo. Due paralleli vicini vicini e allo stesso tempo distanti nella giusta maniera che serviva alla nostre vite.
Lo sapevamo bene, la vita ci aveva regalato due percorsi diversi eppure l’emozione di sfogarsi, di raccontare di nuove vite, di sentirsi mamma, del mio nuovo lavoro, dei miei dubbi, delle angosce e gioie di tutti i giorni non ci stancavano. Ero leggero con Lei, vedevo i miei pesanti pensieri rotolare giù per il monte, mentre il Tempo che ci osservava infastidito perché impotente di fronte a noi, impossibilitato a scandire quei momenti. Ritornò il silenzio; Si alzò per andar via ma la fermai, le diedi un bacio sulla guancia..sorrise .. si incamminò verso il suo sentiero con la luce rossa del sole che infuocava quell’istante. Ancora una volta..eravamo solo noi…in quell’istante era Mia, la sua pelle sapeva di mosto selvatico!!

Improvvisamente sentii una mano scuotermi :«Ehi ragazzo??!! Che fai??vuoi dormire qui??» mi svegliò un signore in compagnia della moglie…Cavolo mi ero addormentato ancora una volta…
postato da: Redsunset alle ore 12:19 | Permalink | commenti (5)
categoria:sorriso, mia , alchimia, venere dormiente
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